Il perchè della condensa e muffe

Il tema dell’isolamento acustico e termico negli ultimi anni ha rivoluzionato il sistemo costruttivo delle abitazioni, potenziando la tenuta in primo degli infissi, rendendoli ermetici al fine di contenere le fonti di calore che si producono all'interno delle abitazioni, costruendo dei veri e propri Bunker. Di conseguenza oggi c'è una scarsa propensione ad arieggiare correttamente i locali e lo si capisce subito quando si entra in una casa, non tanto dal cattivo odore ma da alcune macchie nere sulle pareti, negli angoli e lungo il perimetro del serramento. Macchie di "muffa". 

Un tempo i serramenti, sicuramente meno sofisticati di quelli moderni, ricambiavano automaticamente perché ‘spifferavano’, ma oggi non è più così. La maggior parte degli appartamenti di vecchia costruzione sono dotati di doppi-infissi esterni in alluminio, per proteggere l’infisso interno dalle intemperie e magari ripararsi dal freddo. Succedeva che la Signora Maria, di prima mattina, già solo per aprirli lasciava ricambiare l’aria, seppure in quantità minima. Il resto veniva fatto dagli spifferi. Oggi con i nuovi infissi, soprattutto in presenza di avvolgibile o  tapparella, limita maggiormente questo processo…di prima mattina si  tira giù l'avvolgibile e via…a lavoro! Poi sorgono i problemi che tutti conosciamo. La muffa sulle pareti è solo un aspetto legato alla non corretta aerazione dei locali, perché in ambienti chiusi e mal areati respiriamo CO2 in eccesso e formaldeide, che possono causare problemi all’apparato respiratorio.La ventilazione manuale è, banalmente, la ventilazione mediante l’apertura dei serramenti. Non esiste una regola precisa su come arieggiare, ma la UNI TS 11300-1suggerisce, per gli edifici a uso residenziale, quando non c’è un sistema di VMC, un ricambio d’aria di almeno 0,3 vol/h. L’ideale sarebbe garantire un ricambio d’aria compreso tra 0,5 e 0,7 vol/h così come dice laUNI EN 15251:2008per la progettazione di impianti di VMC. Infine, per completare il quadro normativo, laUNI 10339rapporta i ricambi dell’aria in funzione del numero di persone presenti nella stanza e della destinazione d’uso. Il significato dei volumi/ora (vol/h) non sempre è di facile comprensione; 0,5 vol/h, ad esempio, indicano che in un’ora dovrò rinnovare una quantità d’aria paria alla metà del volume dell’ambiente, che equivale a un ricambio d’aria completo ogni due ore, come riportano studi e ricerche, affinché si abbia una buona qualità dell’aria in un ambiente.

La regola più semplice per arieggiare correttamente è quella di farlo creando corrente d’aria. Bastano pochi minuti per un ricambio completo. Va bene anche l’apertura completa della finestra senza corrente, ma i tempi di ricambio saranno maggiori, mentre è da sconsigliare la sola apertura a ribalta prolungata nel tempo che abbasserebbe troppo la temperatura superficiale di pareti e arredi. Pensate che i minuti necessari per un corretto ricambio nel periodo invernale vanno dai 3/4 dell’apertura totale con corrente, alle quasi 3 ore con apertura a ribalta senza corrente! La maggior parte delle persone lascia la finestra a ribalta e si reca a lavoro. Non esiste modo più sbagliato.

Oggi la forma corretta è quella di, partendo da una stanza, aprire la prima finestra e fare il giro dell’abitazione aprendole tutte. Aperta l’ultima, attendere qualche minuto, e ripartire per richiuderle! Il consiglio è quello di farlo 4/5 volte al giorno, per un ricambio rapido e completo, respirando aria pulita e scongiurando l’insorgere di muffe.

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